Archivio per la categoria 'Viaggi'
I 5 luoghi più misteriosi della Terra
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Le 10 spiagge nudiste
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Ad Orio al Serio apre il primo Disney Store italiano interattivo
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Il nuovo negozio in provincia di Bergamo offre un’esperienza di shopping (e non solo) innovativa, in compagnia di tutti i personaggi Disney
Problemi di cuore: lo amo da sempre ma non ho il coraggio di dichiararmi
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Ginger risponde alla lettera di una lettrice che e’ innamorata di un ragazzo da tempo ma non sa se dichiararsi o meno e, soprattutto, come farlo!
Cinema: film in uscita ad Agosto
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Ecco le uscite cinematografiche di agosto, tante commedie romantiche ed il ritorno di Shrek e l’imperdibile nuovo film Disney, L’Apprendista Stregone
L’Estate a Bologna 2010
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Arrivano i primi caldi e le prime serate estive, come ogni anno la città propone una ricca serie di appuntamenti culturali e di intrattenimento.
Se rimani a Bologna d’estate cerca l’evento che fa per te!
Memorie del sottosuolo.
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I visitatori potranno conoscere e ammirare le maestose cisterne romane del I secolo dopo Cristo (circa 2000 mq) attraverso una suggestiva visita “a lume di candela”.I visitatori potranno conoscere e ammirare le maestose cisterne romane del I secolo dopo Cristo (circa 2000 mq) attraverso una suggestiva visita “a lume di candela”.
IL CULTO MARIANO TRA ORIENTE ED OCCIDENTE
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Attraverso le opere di Lorenzo Lotto, Olivuccio Di Ciccarello, Pietro Di Domenico da Montepulciano e Gregorio Pagani si traccerà la storia del culto mariano che prende forza dal Concilio di Efeso del 431 fino ad approdare a Loreto e da qui in tutto l’Occidente.Attraverso le opere di Lorenzo Lotto, Olivuccio Di Ciccarello, Pietro Di Domenico da Montepulciano e Gregorio Pagani si traccerà la storia del culto mariano che prende forza dal Concilio di Efeso del 431 fino ad approdare a Loreto e da qui in tutto l’Occidente.
MUSEO DIOCESANO di ASCOLI PICENO
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Il Palazzo Episcopale di Ascoli Piceno, che ospita il Museo Diocesano, è un antico complesso architettonico composto da tre edifici. A questa raccolta si uniscono opere di grande valore e significato artistico e storico, esempio della ricchezza dell’espressione artistica nata, attraverso i secoli, dalla devozione locale. Le opere contenute nel museo comprendono, infatti, dipinti che vanno dal XV al XVIII secolo, opere di scultura dal Trecento al Seicento, arredi sacri ed oreficeria sacra di diverse epoche, paramenti. Di grande interesse è anche il soffitto ligneo dipinto, risalente al secolo XV, che sormonta la sala Eden. Il museo vanta la presenza di dipinti di grande pregio. Ne sono un esempio le tavole di Carlo Crivelli (Venezia 1430 ca. – Ascoli Piceno 1495 ca.) e della sua scuola, che offrono uno spaccato significativo dell’arte ascolana del XV secolo. L’epoca è dominata artisticamente dalla figura del grande maestro veneziano, che apre l’arte marchigiana alle novità rinascimentali secondo gli stilemi della scuola padovana e si presta ad esprimere le istanze devozionali ed autocelebrative della ricca committenza nobiliare ed ecclesiastica picena. La scuola che dal Crivelli prende avvio è rappresentata prevalentemente, nel Museo Diocesano, da numerose opere del suo allievo e collaboratore Pietro Alemanno (Göttweich ? – Ascoli Piceno 1498). Di grande pregio e significato storico ed artistico sono anche i numerosi dipinti di Cola dell’Amatrice (Nicola Filotesio, detto, Amatrice 1480 ca. – 1547 ca.) del quale si offre un’organica raccolta, rappresentativa di tutto l’iter pittorico del poliedrico artista amatriciano. Prendendo le mosse da una maniera ossequiosa del gusto locale, ancora legato allo stile del polittico, se pur aperto alle nuove istanze rinascimentali, Cola perviene, attraverso lo studio degli esempi romani dell’epoca, ad un’espressione intessuta di suggestioni manieristiche, assolutamente personale ed originale. Rilevanti sono gli esempi di pittura secentesca che testimoniano il graduale trapasso dalle forme manieristiche a quelle barocche fino al sicuro imporsi della nuova poetica. I primi passi in questa direzione sono mossi dal pittore Carlo Allegretti (Monteprandone 1603 – 1616). Non manca la testimonianza dell’importante attività artistica del pittore ascolano Ludovico Trasi (Ascoli Piceno 1634 – 1695), le cui opere mostrano un’impostazione ormai chiaramente barocca. Di grande valore è la tela del Baciccio (Giovan Battista Gaulli, detto, Genova 1639 – Roma 1709) raffigurante la Morte di San Francesco Saverio, altissimo esempio della poetica della luce, attraverso la quale il pittore seppe trasmettere, con grande intensità, il senso del miracolo e dell’epifania del divino. Questi i maggiori esempi della pittura secentesca conservata nel Museo Diocesano, memoria di una nuova temperie spirituale e recante i profondi segni del rinnovato afflato mistico e dei precisi dettami tridentini. La scultura sacra conservata nel museo, lignea ed in terracotta, costituisce un esempio dell’arte devozionale popolare, che, pur nella semplicità delle forme fa mostra, in diversi esemplari, di grande pregio e di dialogo con le varie correnti artistiche italiane. Ne è un esempio il rilievo con Trinità con Cristo in croce in terracotta del secolo XV, che guarda alle novità fiorentine sia nel tema che nella forma, pur rimanendo in dialogo con le istanze della pietà popolare, legate a forme di espressione neogotica, inoltre un esemplare unico la pietà in terracotta (del 1517–’18) di Saturnino Gatti. Questa ed altre opere, rappresentanti Pietà, Madonne con Bambino, santi, presepi, offrono al visitatore la possibilità di seguire un itinerario che, partendo dalle forma ancora legate al linguaggio gotico, si snoda attraverso l’espressione di una sensibilità umanistica fino a giungere alla poetica barocca del santo protettore, in una continua tensione tra nuove istanze e tradizione locale e popolare. Molti sono gli esempi di tabernacoli lignei dipinti, relativi al secolo XVI. Arricchisce la serie degli arredi sacri un raffinato lampadario di legno intagliato del secolo XV. L’oreficeria sacra comprende numerose croci astili di pregevole fattura la cui datazione va dal XIII al XVI secolo, preziosi esempi di arte orafa ascolana, abruzzese e umbro-marchigiana. Le teche che custodiscono l’oreficeria contengono anche calici, pastorali, turiboli, numerosi reliquiari di grande valore, tra cui il preziosissimo Braccio di sant’Emidio, opera dell’orafo ascolano quattrocentesco Pietro Vannini, in argento e pietre preziose, finemente sbalzato e cesellato, secondo la maniera del celebre artista. Opera del Vannini è anche la statua in argento di sant’Emidio, virtuosistico esempio di un’arte raffinata e preziosa. Mitre del secolo XIX, di seta ricamata con pietre preziose, un paliotto d’altare ricamato della fine del XV secolo, il piviale del secolo XVIII in seta operata, costituiscono la collezione relativa alla tradizione manifatturiera locale. Il Palazzo Episcopale di Ascoli Piceno, che ospita il Museo Diocesano, è un antico complesso architettonico composto da tre edifici. A questa raccolta si uniscono opere di grande valore e significato artistico e storico, esempio della ricchezza dell’espressione artistica nata, attraverso i secoli, dalla devozione locale. Le opere contenute nel museo comprendono, infatti, dipinti che vanno dal XV al XVIII secolo, opere di scultura dal Trecento al Seicento, arredi sacri ed oreficeria sacra di diverse epoche, paramenti. Di grande interesse è anche il soffitto ligneo dipinto, risalente al secolo XV, che sormonta la sala Eden. Il museo vanta la presenza di dipinti di grande pregio. Ne sono un esempio le tavole di Carlo Crivelli (Venezia 1430 ca. – Ascoli Piceno 1495 ca.) e della sua scuola, che offrono uno spaccato significativo dell’arte ascolana del XV secolo. L’epoca è dominata artisticamente dalla figura del grande maestro veneziano, che apre l’arte marchigiana alle novità rinascimentali secondo gli stilemi della scuola padovana e si presta ad esprimere le istanze devozionali ed autocelebrative della ricca committenza nobiliare ed ecclesiastica picena. La scuola che dal Crivelli prende avvio è rappresentata prevalentemente, nel Museo Diocesano, da numerose opere del suo allievo e collaboratore Pietro Alemanno (Göttweich ? – Ascoli Piceno 1498). Di grande pregio e significato storico ed artistico sono anche i numerosi dipinti di Cola dell’Amatrice (Nicola Filotesio, detto, Amatrice 1480 ca. – 1547 ca.) del quale si offre un’organica raccolta, rappresentativa di tutto l’iter pittorico del poliedrico artista amatriciano. Prendendo le mosse da una maniera ossequiosa del gusto locale, ancora legato allo stile del polittico, se pur aperto alle nuove istanze rinascimentali, Cola perviene, attraverso lo studio degli esempi romani dell’epoca, ad un’espressione intessuta di suggestioni manieristiche, assolutamente personale ed originale. Rilevanti sono gli esempi di pittura secentesca che testimoniano il graduale trapasso dalle forme manieristiche a quelle barocche fino al sicuro imporsi della nuova poetica. I primi passi in questa direzione sono mossi dal pittore Carlo Allegretti (Monteprandone 1603 – 1616). Non manca la testimonianza dell’importante attività artistica del pittore ascolano Ludovico Trasi (Ascoli Piceno 1634 – 1695), le cui opere mostrano un’impostazione ormai chiaramente barocca. Di grande valore è la tela del Baciccio (Giovan Battista Gaulli, detto, Genova 1639 – Roma 1709) raffigurante la Morte di San Francesco Saverio, altissimo esempio della poetica della luce, attraverso la quale il pittore seppe trasmettere, con grande intensità, il senso del miracolo e dell’epifania del divino. Questi i maggiori esempi della pittura secentesca conservata nel Museo Diocesano, memoria di una nuova temperie spirituale e recante i profondi segni del rinnovato afflato mistico e dei precisi dettami tridentini. La scultura sacra conservata nel museo, lignea ed in terracotta, costituisce un esempio dell’arte devozionale popolare, che, pur nella semplicità delle forme fa mostra, in diversi esemplari, di grande pregio e di dialogo con le varie correnti artistiche italiane. Ne è un esempio il rilievo con Trinità con Cristo in croce in terracotta del secolo XV, che guarda alle novità fiorentine sia nel tema che nella forma, pur rimanendo in dialogo con le istanze della pietà popolare, legate a forme di espressione neogotica, inoltre un esemplare unico la pietà in terracotta (del 1517–’18) di Saturnino Gatti. Questa ed altre opere, rappresentanti Pietà, Madonne con Bambino, santi, presepi, offrono al visitatore la possibilità di seguire un itinerario che, partendo dalle forma ancora legate al linguaggio gotico, si snoda attraverso l’espressione di una sensibilità umanistica fino a giungere alla poetica barocca del santo protettore, in una continua tensione tra nuove istanze e tradizione locale e popolare. Molti sono gli esempi di tabernacoli lignei dipinti, relativi al secolo XVI. Arricchisce la serie degli arredi sacri un raffinato lampadario di legno intagliato del secolo XV. L’oreficeria sacra comprende numerose croci astili di pregevole fattura la cui datazione va dal XIII al XVI secolo, preziosi esempi di arte orafa ascolana, abruzzese e umbro-marchigiana. Le teche che custodiscono l’oreficeria contengono anche calici, pastorali, turiboli, numerosi reliquiari di grande valore, tra cui il preziosissimo Braccio di sant’Emidio, opera dell’orafo ascolano quattrocentesco Pietro Vannini, in argento e pietre preziose, finemente sbalzato e cesellato, secondo la maniera del celebre artista. Opera del Vannini è anche la statua in argento di sant’Emidio, virtuosistico esempio di un’arte raffinata e preziosa. Mitre del secolo XIX, di seta ricamata con pietre preziose, un paliotto d’altare ricamato della fine del XV secolo, il piviale del secolo XVIII in seta operata, costituiscono la collezione relativa alla tradizione manifatturiera locale.
Mostra "Trasanello……quattro passi nella Murgia preistorica"
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La mostra espone una scelta dei materiali archeologici e presenta le ricerche in corso nel villaggio neolitico di Trasanello . L’obiettivo è quello di illustrare il percorso " dallo scavo, al laboratorio, all’esposizione", dando spazio ai risultati ottenuti attraverso la moderne metodologie di studio e tecniche di indagine ,che hanno fornito importanti informazioni per la comprensione delle antiche comunità vissute nel materano. Nell’accattivante allestimento sono inserite anche ricostruzioni sperimentali, come un modellino di capanna dell’età del Bronzo e strumenti e materie prime impiegati per la fabbricazione degli utensili e della ceramica.La mostra è stata realizzata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata e dall’Università di Pisa Dipartimento di Scienze Archeologiche- Sezione Preistoria .







